venerdì 28 ottobre 2011

Monumentale, dove l'arte incontra l'Aldilà

Fausto Melotti: angelo in foglia di rame
Il Monumentale è per definizione uno dei più ricchi e originali musei italiani all’aria aperta. Nei suoi 20 mila metri quadrati a verde (l'area totale è di 245 mila) si possono ammirare gratuitamente tantissime opere d'arte.





CAMPIONARIO ARTISTICO LUNGO 145 ANNI

Si va dal realismo ed eclettismo di fine Ottocento , al liberty e al simbolismo di inizio Novecento fino all’ astrattismo e all’iperrealismo contemporanei.  Un  campionario artistico lungo 145 anni. Non per nulla le opere presenti nella necropoli inaugurata dal Comune il 2 novembre 1866 su progetto dell’architetto Carlo Maciachini, spaziano da Vincenzo Vela a Luca Beltrami, da Medardo Rosso a Enrico Butti, da Adolfo Wildt a Francesco Messina, a Giacomo Manzù, Giannino Castiglioni, Fausto Melotti, Giò Pomodoro e via elencando. Basta lasciarsi alle spalle il Famedio al centro del quale troneggia il sepolcro di Alessandro Manzoni e fare due passi tra i viali e i “riparti”. 


SCULTURE DEL MIGLIORE VERISMO LOMBARDO

Enrico Butti 1890: edicola Isabella Casati
Iniziando dal viale principale e guardando verso destra si giunge al cospetto di due opere dello scultore Enrico Butti. La prima fa parte dell’edicola Isabella Casati e fu realizzata nel 1890. Rappresenta una giovane donna sul letto di morte rapita da un sogno raffigurato da un pannello con schiere di angeli in rilievo. «Questa scultura - dicono gli esperti in coro -  appartiene al migliore verismo lombardo»: guardare, possibilmente in silenzio, per credere. 
Poco distante, sempre sulla destra e sempre di Butti, c’è il monumento Besenzanica. La figura femminile personificante il “soffio vitale della natura” è di proporzioni quasi gigantesche in confronto al sottostante gruppo che ritrae una scena campestre intitolata “Il Lavoro”: un tema che a Milano non è assente nemmeno al cimitero... 

Enrico Butti: Il soffio vitale della natura



















UNA BELLEZZA INQUIETA RAPITA DAL SOGNO

Un'opera "inquieta" di Francesco Messina
Restando sempre all’inizio del viale principale ma svoltando a sinistra, all’altezza della Cappella Fumagalli, c’è la tomba Zanaboni con tre figure in bronzo tra cui una donna dall’aria sognante.  È distesa, appoggiata a un gomito e possiede una bellezza inquieta. L'opera è  di Francesco Messina. 

 CASTIGLIONI E FONTANA, TEMI SACRI D'AUTORE

L'ultima cena, di G. Castiglioni
L'angelo policromo di Lucio Fontana
Camminando per i viali le sorprese sono tali e tante che può succedere di cercare L’ultima Cena di Giannino Castiglioni ( un gruppo in bronzo a grandezza naturale sulla tomba della famiglia Campari) e imbattersi 


nell’angelo in ceramica policroma di Lucio Fontana che sovrasta la lapide della famiglia Chinelli. Queste sculture si trovano a sinistra dell’entrata principale, rispettivamente nel giardino rialzato e nel riparto 2.





100 QUADRI NEL MARMO PER UNA VIA CRUCIS

La Via crucis di G. Castiglioni
Ma Castiglioni  al Monumentale ha firmato altri capolavori. Uno dei più imponenti si trova alle spalle dell’ossario centrale. E’ una torre a spirale con oltre 100 sculture che animano una spettacolare Via Crucis. È datata 1932 e ospita le spoglie del senatore Antonio Bernocchi che fu uno dei principali finanziatori della Triennale.

Via crucis: particolare





















LA SFERA SCHIANTATA E UN ANGELO SORPRENDENTE
La sfera di Arnaldo Pomodoro
Altri quattro passi nella quiete. Cercando la “sfera schiantata” di Arnaldo Pomodoro, un bronzo che correda la tomba Goglio, il visitatore può imbattersi in un'altra sorpresa.  L’opera di Pomodoro (riparto XII giardinetto 88) è infatti vicinissima alla tomba Achille dove un sorprendente angelo in foglia di rame del grande scultore roveretano, Fausto Melotti, protende le braccia verso il sepolcro.
Lo stupendo angelo in foglia di rame di Melotti
























MANZÙ, WILDT E  ROSSO, LA SCUOLA DEI SENTIMENTI

G.Manzù, particolare dell'edicola Motta
D’obbligo citare anche l’edicola Motta che ospita sei statue sacre in bronzo di Giacomo Manzù (riparto XVIII) ; l’edicola Korner corredata da un'  opera espressionista di Adolfo Wildt intitolata “Affetto nel dolore” datata 1929 (riparto XV) e la tomba di Filippo Filippi abbellita da una scultura in bronzo del torinese Medardo Rosso datata 1889 (circondante di levante, giardino 325). A detta degli esperti quest'ultima opera sarebbe uno degli esempi più suggestivi circa l’uso in scultura delle gradazioni di luce-ombra; effetti conferiti dall'artista grazie al sapiente corrugamento dei materiali usati...
Naturalmente c'è molto altro da vedere e da scoprire in questo angolo non troppo conosciuto di Milano. Scoperte  che, come è successo al sottoscritto, possono destare emozione, meraviglia, tenerezza e, a volte, un pizzico di sconcerto: visitare per credere!
"Affetto nel dolore" di A. Wildt

testo e foto riproducibili solo dietro consenso dell'autore
L'opera di Medardo Rosso datata 1889 

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